Mutui e finanziamenti

Mutui casa da record: ai minimi storici i tassi fisso e variabile

La discesa dei tassi sui mutui continua ad aggiornare nuovi record. Gli ultimi dati (30 maggio 2019) indicano che in media un prestito ipotecario a tasso fisso in Italia costa oggi l’1,79 %. Un livello così basso non si era mai registrato. Siamo lontanissimi dal 6% della primavera del 2012 ma anche il 2,3% del 2016, che allora già sembrava un livello irripetibile, a questo punto è da considerarsi superato.

 

Tasso fisso o variabile?

La scelta tra fisso e variabile dipende anche dalla durata del mutuo.

Bisogna infatti considerare che, per come funziona il piano di ammortamento di un mutuo che prevede che la maggior parte degli interessi venga pagata nella prima metà di vita del contratto, chi stipula un variabile non deve preoccuparsi di eventuali rialzi dei tassi e delle rate per l’intera durata, ma per poco più della metà.

Quindi se stipulo un mutuo a 15 anni è importante che i tassi non salgano troppo nei primi 7-8 anni. Di conseguenza per le durate più brevi, 10-15 anni in particolare, scegliere oggi il tasso variabile può presentare più vantaggi che rischi. Tanto sui nuovi mutui quanto per surroghe di contratti con durata residua inferiore ai 20 anni.

 

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